Non c'è niente di più emozionante e coinvolgente che essere un tutt'uno con il mare, il cielo, il
vento, e il silenzio che cede solo al morbido sciabordio della barca che scivola sull'acqua. Poi gli
amici, e non mancano mai buoni cibi e ottimo vino.
Certo, non sempre è tutto bello, a volte ti trovi delle bonacce come se il mondo fosse calato in
una calma immobile, un po' surreale. Altre volte il mare si incattivisce, il vento ulula e le onde
crescono, e non puoi dire: ferma tutto, scendo. Allora devi vincere la paura: non te la puoi
permettere.
Quando ho iniziato a comporre storie? Quando ancora non sapevo scrivere.
Sì, perché sono nato in una famiglia poverissima dove i giocattoli erano un lusso
inimmaginabile. E per giocare mi afdavo alla fantasia. Ecco allora che un sassolino grigio era
un cavaliere invincibile, uno più grande e nero un mostro e uno bianco e levigato diventava una
principessa. Probabilmente in quel tempo è nata e si è sviluppata quell'attitudine immaginativa
che mi ha sempre accompagnato negli anni: a scuola nei temi, poi, cresciuto, mi è stata utile per
raccontare favole ai gli. Un'inventiva che successivamente ho afnato nei lunghi viaggi in
auto, quando, per non cedere alla stanchezza e al sonno, raccontavo storie a un immaginario
passeggero. Queste capriole della fantasia le ho poi messe nero su bianco, ed eccomi qui a
parlarne.
I miei libri
Ossessioni
Giuda, il traditore. Così è scritto nei vangeli. Così è nella tradizione popolare. Un predicatore,
uno dei tanti che al tempo di Tiberius percorreva la Palestina, viene messo a morte su pressioni
del Sinedrio. Qualcuno lo aveva tradito. Una vicenda che tutti conoscono, ma è andata proprio
così? Questo romanzo propone il tentativo di far collimare due aspetti per loro natura opposti:
l'oggettività storica e l'interpretazione romanzata.